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Scrittura · 18 maggio 2026 · 7 min

Cinque cose che non sapevo prima di pubblicare il primo romanzo

Sull'ansia della pagina bianca, gli editori che dicono no per dodici mesi, e il momento in cui smetti di guardare le classifiche.


Il primo romanzo non si scrive davvero la prima volta. Si scrive ogni volta che, negli anni successivi, qualcuno te lo nomina e tu provi quel piccolo, esatto imbarazzo di chi è cresciuto.

Per dodici mesi ho ricevuto solo no. Alcuni gentili, due cattivi, uno talmente lungo che adesso capisco fosse in realtà un sì non ancora pronto. I no non sono il contrario dei sì: sono la condizione perché un sì abbia senso.

1. Le classifiche

Per i primi tre mesi ho controllato la classifica tre volte al giorno. Le classifiche sono uno specchio fatto male: ti restituiscono un'immagine sempre leggermente sbagliata di te.

2. Le recensioni

Le tre stelle scritte bene sono, statisticamente, il consiglio più onesto che potrai mai ricevere. Tengo una cartella, la chiamo «specchi». Ogni tanto la riapro.

«Scrivere il secondo libro è più difficile del primo, perché il primo l'hai scritto senza sapere che era un libro.»

E poi c'è la cosa di cui nessuno parla mai: dopo il primo romanzo cambia il modo in cui leggi i libri degli altri. Diventi, tuo malgrado, un meccanico. Riconosci i pezzi. Vedi le saldature.

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